Da Tardelli a Bremer: quanti Derby d’Italia anche sul mercato

Juventus-Inter

Bremer, conteso duramente in un Derby d’Italia di mercato che ha seguito altri colpi tra Inter e Juve. Nel corso degli anni, infatti, Inter e Juventus si sono dati battaglia anche fuori dal campo, senza esclusione di colpi. Diversi illustri calciatori, promessi prima ad un club piuttosto che un altro, alla fine sono passati al rivale opposto, spesso all’ultimo minuto. E’ il caso di Marco Tardelli. L’allora terzino, dopo una discreta stagione al Como, ebbe un lungo corteggiamento da parte dell’Inter allora di proprietà di Ivanoe Fraizzoli. L’accordo con il club lombardo era di circa 700 milioni di lire da pagare a rate. Tutto sembrava procedere nel verso giusto quando la Vecchia Signora, su insistenza dell’allora presidente Gianpiero Boniperti, si presentò con quasi 1 miliardo e soffiò Tardelli ai nerazzurri. Era il 1975.

Qualche anno dopo la storia si ripete. I nerazzurri, qualche mese prima della sessione ufficiale di mercato, prendono un giocatore francese molto interessante. Un attaccante del Nancy, di origini italiane: Michel Platini. Nel 1978, infatti, Le Roi giunse a Milano da perfetto sconosciuto per firmare un precontratto con l’allora ds Sandro Mazzola. Il colpo non poté realizzarsi poiché negli anni ’70 la FIGC aveva vietato ai club di ingaggiare giocatori stranieri. Nel 1982, all’indomani del trionfo azzurro in Spagna, le frontiere si riaprirono ma questa volta fu di nuovo la Juventus a prevalere. I nerazzurri, infatti, avevano tentennato troppo, nonostante lo stesso Platini aveva dato ancora la sua disponibilità.

Negli anni più recenti, ci sono stati invece spostamenti in direzione Milano più che a Torino. L’ago della bilancia in queste circostanze è stata la volontà del giocatore. L’esempio più vivo è quello di Dejan Stankovic. Correva l’anno 2004 e l’allora mediano della Lazio, infatti, sembrava promesso sposo alla Vecchia Signora. L’accordo tra i due club era raggiunto da tempo. Alla fine, nella sessione invernale di mercato il giocatore stesso fece saltare la trattativa. Scelse di vestire i colori dell’Inter, rimanendovi per quasi dieci anni e vincendo tutto. Un ripensamento che ancora oggi si considera come uno dei migliori colpi di mercato mai realizzati dalla proprietà Moratti.

Di recente, il derby d’Italia si è spostato in attacco, più precisamente nel 2019. Antonio Conte chiedeva con insistenza Romelu Lukaku. Il Manchester United chiedeva tanto (oltre €80 milioni), una cifra che nessuno voleva permettersi tranne Inter e Juventus. Per settimane si parlò di un accordo ormai raggiunto tra inglesi e bianconeri, con l’Inter beffata. Le presunte minacce di dimissioni del tecnico leccese (allora appena arrivato) in caso di mancato arrivo di Lukaku spinsero la dirigenza e il Presidente Steven Zhang a fare l’accelerata decisiva. Risultato? Big Rom scelse l’Inter a discapito dei bianconeri e nei primi giorni di agosto sbarcò a Malpensa tra centinaia di tifosi che lo aspettavano con ansia.

Queste quattro storie, al di là dei successi apportati dai singoli giocatori ai club, rappresentano come il calcio non sia una scienza esatta. Sia dentro che fuori dal campo. Anzi, spesso inducono gli esperti a fare delle ipotesi su come poteva andare se i giocatori avessero preso una decisione diversa. Un vecchio detto della Chiesa recita: chi nel conclave entra Papa, poi esce cardinale. L’ultimo caso di Bremer si è rivelato una dimostrazione: fino all’altro ieri promesso sposo dell’Inter, salvo finire per vestire in poche ore la maglia della rivale Juventus.

Foto: sito ufficiale FC Inter