Il pagellone nerazzurro, il mister: Inzaghi merita fiducia, nonostante tutto

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Dopo aver dato voti e commentato la stagione di tutti i giocatori della rosa nerazzurra, è arrivato il momento di commentare la stagione di Mister Inzaghi.

Simone Inzaghi durante la conferenza di presentazione

Inzaghi 6,5: L’ex tecnico della Lazio ha il compito di sostituire di Antonio Conte, che ha lasciato la panchina nerazzurra dopo aver riportato lo Scudetto a Milano. La squadra a disposizione del mister è priva di top player e sulla carta appare più debole di quella di Conte. Tuttavia, riesce a portare a casa diversi obiettivi: su tutti, da evidenziare la conquista degli ottavi di Champions League, non riuscita da Spalletti prima e da Conte poi.

Dopo questa premessa, occorre analizzare nello specifico il lavoro di mister Inzaghi. In primo luogo, si parlerà degli aspetti positivi portati dal mister. Innanzitutto, il gioco. La squadra gioca un calcio esteticamente meraviglioso, ma anche incredibilmente funzionale. A differenza di Conte, la squadra gioca all’attacco, con baricentro alto, abbandonando il gioco di ripartenza tipico del tecnico leccese. L’ex tecnico della Lazio disse, dopo la prima partita di campionato: “ho liberato le qualità dei giocatori.” Parole che vengono suggellate dai fatti: in fase offensiva, non viene preparato alcun tipo di schema. Largo invece all’improvvisazione e alle combinazioni tra i giocatori. In secondo luogo, un plauso al mister per aver portato a casa due trofei, battendo entrambe le volte una Juventus apparsa inferiore, mentalmente e tatticamente.

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Inzaghi con la Coppa Italia conquistata l’11 maggio

Passiamo ora agli aspetti che l’ex Lazio deve migliorare se vuole diventare un top. Innanzitutto, la mentalità vincente. Il mister non è riuscito a tenere la sua squadra sull’attenti nei momenti più decisivi, vedesi il derby di ritorno con il Milan e il recupero perso contro il Bologna del 27 aprile, il quale ha praticamente deciso lo Scudetto.

Secondariamente, parlando di aspetti più di campo, Inzaghi dovrà migliorare decisamente la gestione dei cambi e della rosa. Spesso, il mister ha deciso di togliere dal campo giocatori solo perché ammoniti. Questa mossa, alle volte, ha significato perdita del dominio del gioco e, in alcuni casi, anche di punti. Da sottolineare anche l’ostentazione del mister a sbagliare i cambi offensivi. Da ricordare il doppio cambio effettuato contro la Fiorentina quando, sul punteggio di 1-1, Lautaro e Dzeko lasciano il campo per Sanchez e Correa. Il reparto offensivo diviene così troppo leggero per sperare in una rimonta.

Male anche nella gestione di Lautaro. El Toro è l’unico attaccante nella rosa nerazzurra in grado di cambiare la partita con una giocata, ma Inza più volte ha tolto lui e lasciato in campo Dzeko, magari più bisognoso di riposo. Infine, rivedibile il lato comunicativo: le conferenza stampe del mister sono monotone e quasi appare intimorito davanti ai microfoni.

L’alibi della prima stagione in una big resiste, anche perché Inzaghi ha dimostrato di avere le potenzialità per diventare un grande allenatore. La società ha deciso di rinnovargli il contratto fino al 2024, mostrando fiducia nel suo operato. Già dall’anno prossimo, però, ci si aspetta un passo in avanti da parte del tecnico piacentino.